That’s cute-but don’t tell anyone about it!

on maggio 10, 2017

Ovvero quando si cerca di bloccare un’innovazione disruptive.

Di Enrica Ruggeri.

 

Molti di voi ricorderanno il caso Kodak che negli anni 70 aveva tra le mani un’innovazione di portata epocale, una rivoluzione che avrebbe stravolto il mondo della fotografia e sbaragliato ogni competitor, ma scelse di ignorarla per tenere al sicuro il suo core business. “That’s cute, but don’t tell anyone about it”. Fu questa la reazione del management dell’azienda nel 1973, quando l’ingegnere Kodak Steven Sasson realizzò il primo sistema di digitalizzazione dell’immagine, antesignano della fotocamera digitale di oggi. L’incapacità di Kodak di intuire la portata disruptive di questa innovazione continuò anche anni dopo, quando il marketing dell’azienda impedì la commercializzazione della prima Reflex digitale, che nel frattempo lo stesso Sasson assieme al suo collega Hills avevano messo a punto.

Questo è solo uno dei tanti esempi di “disruptive innovation” ossia di quelle innovazioni “devastanti” che rivoluzionano completamente le modalità di utilizzo di un prodotto o di un servizio dando vita a mercati di riferimento totalmente nuovi e spazzando via dall’oggi al domani anche business consolidati e di successo. Di fulgide dimostrazioni più vicine nel tempo ce ne sono a decine, a cominciare dallo stesso smartphone, che in un colpo solo ha a sua volta cannibalizzato le fotocamere digitali e gli orologi, contribuendo allo sviluppo pervasivo di nuovi modelli di consumo e di comportamento.

La disruptive innovation è dunque un rischio, un’evasione dal mercato tradizionale, un cambiamento di paradigma che si impone proprio perché è in grado di generare un rilevante vantaggio per il consumatore in termini di semplificazione della vita, accessibilità e riduzione dei costi. È su questa consapevolezza che è nato il C.I.B ® – Creativity Inspired Business Model – una metodologia di lavoro messa a punto dalla Aurelio Latella Advisory per aiutare le aziende ad innovare in modo distintivo prodotti e servizi, rispondere alle mutevoli esigenze economiche, comunicative e valoriali del mercato, e contribuire a stabilire una forte notorietà di marca.

Ispirato ai principi del Design thinking, ossia alle metodologie di design e risoluzione dei problemi incentrate sui bisogni dell’utente, il C.I.B Model ® utilizza il processo creativo per trovare soluzioni efficienti e innovative a problematiche complesse e di varia natura. Il C.I.B. Model, infatti, avvia un processo di natura intuitiva e disruptive, facendo innescare una serie di azioni che, rendendo imprevedibile il risultato finale, riescono a garantire un output del tutto innovativo e inaspettato.

Il nucleo centrale del C.I.B Model è costituito dal Creative Camp, un momento di confronto e contaminazione tra management dell’azienda cliente e professionalità esterne (art director, designer, esperti di strategie, comunicatori etc.), in grado di condurre a soluzioni tecnico progettuali a livello di prodotto, servizio, modello di business e organizzazione a cui l’azienda da sola non avrebbe mai pensato.

Volete un esempio? Andatevi a leggere quello che abbiamo fatto per il rilancio Séleco, storico marchio italiano di televisori ed elettronica di consumo!

 Caratteristiche del C.I.B. Model: 

Scrivici su info@aladv.it per avere materiale dettagliato sul C.I.B. Model e un’offerta su misura per te!

 

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